
La principale compagnia elettrica spagnola, ENDESA, è in procinto di realizzare due impianti per la generazione di elettricità dall'"orujillo", cioè dagli scarti della produzione di olio di oliva. In passato l'orujillo era usato per accendere il fuoco e riscaldare le case o nelle fornaci di mattoni; mentre oggi lo usano sempre meno persone. Grazie al suo contenuto oleoso, questa è, infatti, un residuo di difficile smaltimento e dannoso per l'ambiente, mentre brucia facilmente e con ridotte emissioni inquinanti.
La forte domanda di olio di oliva, in crescita del 20% in USA ed in Europa, rende particolarmente interessante questa tecnologia.
La trasformazione di residui organici in materiale da combustione non si ferma all'olio d'oliva. Hidoelectrica de Catabrico, la società rivale di Endesa, ha annunciato lo scorso novembre che investirà circa 25 milioni di dollari per due impianti che riciclino il letame degli animali.
La forte domanda di olio di oliva, in crescita del 20% in USA ed in Europa, rende particolarmente interessante questa tecnologia.
La trasformazione di residui organici in materiale da combustione non si ferma all'olio d'oliva. Hidoelectrica de Catabrico, la società rivale di Endesa, ha annunciato lo scorso novembre che investirà circa 25 milioni di dollari per due impianti che riciclino il letame degli animali.
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