
Inizia la raccolta firme per promuovere i tre quesiti referendari contro la privatizzazione della gestione dell’acqua. Ce ne parla Gianluca De Martino, presidente del circolo di Legambiente Salerno “Orizzonti”.
Referendum per l’acqua pubblica. Bene comune. E’ uno slogan semplice. Credo sia facile capire che Legambiente è a favore dell’acqua pubblica perché il concetto di acqua pubblica è un dovere etico della collettività verso un bene che viene dalla terra ed è di proprietà di tutti i cittadini. Il referendum sarà promosso con la raccolta firme che oggi, sabato 24 aprile 2010, ha inizio in tutta Italia.
Crediamo che sia assurdo pensare che l’acqua possa essere un bene di profitto, quindi un bene che possa creare operazioni di lucro e che sia in mano ai privati; a persone che sfruttano questo bene di tutti per crearne profitto.
"La nostra battaglia a favore dell’acqua pubblica va di pari passo con quella contro le centrali nucleari. C’è un collegamento tra queste due battaglie, perché per far funzionare una centrale nucleare, con tutti i danni all’ambiente e alla salute per le scorie radioattive che ne conseguono, c’è bisogno di tantissima acqua. L’acqua viene infatti utilizzata in quantità massicce per raffreddare i reattori nucleari. Potete ben capire che se l’acqua è in mano a una società privata ne conseguirebbero speculazioni e sprechi eccessivi per creare maggiore profitto ai danni dell’ambiente ma anche dei portafogli dei cittadini.
A proposito dello spreco, ricordo che tutti quanti noi abbiamo il dovere di cercare di risparmiare acqua, perché si tratta di un bene che noi difendiamo con questa proposta referendaria, ma lo difendiamo anche perché non è un bene infinito. Ci sono troppi sprechi. Dobbiamo pensare di ridurre i nostri consumi di acqua. Dobbiamo chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti e nelle operazioni quotidiane. Dobbiamo continuare a ridurre il consumo idrico anche negli impianti pubblici."
Referendum per l’acqua pubblica. Bene comune. E’ uno slogan semplice. Credo sia facile capire che Legambiente è a favore dell’acqua pubblica perché il concetto di acqua pubblica è un dovere etico della collettività verso un bene che viene dalla terra ed è di proprietà di tutti i cittadini. Il referendum sarà promosso con la raccolta firme che oggi, sabato 24 aprile 2010, ha inizio in tutta Italia.
Crediamo che sia assurdo pensare che l’acqua possa essere un bene di profitto, quindi un bene che possa creare operazioni di lucro e che sia in mano ai privati; a persone che sfruttano questo bene di tutti per crearne profitto.
"La nostra battaglia a favore dell’acqua pubblica va di pari passo con quella contro le centrali nucleari. C’è un collegamento tra queste due battaglie, perché per far funzionare una centrale nucleare, con tutti i danni all’ambiente e alla salute per le scorie radioattive che ne conseguono, c’è bisogno di tantissima acqua. L’acqua viene infatti utilizzata in quantità massicce per raffreddare i reattori nucleari. Potete ben capire che se l’acqua è in mano a una società privata ne conseguirebbero speculazioni e sprechi eccessivi per creare maggiore profitto ai danni dell’ambiente ma anche dei portafogli dei cittadini.
A proposito dello spreco, ricordo che tutti quanti noi abbiamo il dovere di cercare di risparmiare acqua, perché si tratta di un bene che noi difendiamo con questa proposta referendaria, ma lo difendiamo anche perché non è un bene infinito. Ci sono troppi sprechi. Dobbiamo pensare di ridurre i nostri consumi di acqua. Dobbiamo chiudere il rubinetto quando ci laviamo i denti e nelle operazioni quotidiane. Dobbiamo continuare a ridurre il consumo idrico anche negli impianti pubblici."
Cosa potrebbe comportare per il cittadino la privatizzazione dell’acqua?
"Sicuramente la non certezza di avere una manutenzione sufficiente degli acquedotti e un aumento delle bollette dell’acqua. Ci sono stati dei casi dove in un primo momento le società private, dove appunto gli acquedotti sono già gestiti da società private, non hanno aumentato i prezzi per non inimicarsi le popolazioni, ma si prevede, come d’altronde è già successo in Francia, un aumento sostanzioso delle bollette. A Parigi per via delle bollette salate si è di nuovo si è tornati dopo 25 anni alla gestione pubblica..."
o anche in Italia...
"...anche in Italia infatti. Ne è l’esempio il comune di Aprilia, in provincia di Latina, dove appunto si è verificato un aumento spaventoso delle bollette creando il malcontento dei cittadini. Minori servizi e prezzi più alti. Ovviamente se c’è una tubatura che perde al privato non interessa ripararla perché porterebbe dei costi e nel caso si decida di intervenire, le ripercussioni economiche andranno chiaramente ad influire sulle bollette. Per non parlare poi del profitto che le società devono ottenere dalla gestione, mentre il servizio pubblico deve solo pareggiare il bilancio. Quindi il mio appello è quello di cercare i banchetti dislocati nelle nostre città e di firmare per il referendum."
"Sicuramente la non certezza di avere una manutenzione sufficiente degli acquedotti e un aumento delle bollette dell’acqua. Ci sono stati dei casi dove in un primo momento le società private, dove appunto gli acquedotti sono già gestiti da società private, non hanno aumentato i prezzi per non inimicarsi le popolazioni, ma si prevede, come d’altronde è già successo in Francia, un aumento sostanzioso delle bollette. A Parigi per via delle bollette salate si è di nuovo si è tornati dopo 25 anni alla gestione pubblica..."
o anche in Italia...
"...anche in Italia infatti. Ne è l’esempio il comune di Aprilia, in provincia di Latina, dove appunto si è verificato un aumento spaventoso delle bollette creando il malcontento dei cittadini. Minori servizi e prezzi più alti. Ovviamente se c’è una tubatura che perde al privato non interessa ripararla perché porterebbe dei costi e nel caso si decida di intervenire, le ripercussioni economiche andranno chiaramente ad influire sulle bollette. Per non parlare poi del profitto che le società devono ottenere dalla gestione, mentre il servizio pubblico deve solo pareggiare il bilancio. Quindi il mio appello è quello di cercare i banchetti dislocati nelle nostre città e di firmare per il referendum."

