
Per erosione si intende quel fenomeno che ha come effetto l'asportazione graduale di suolo o roccia ad opera di organismi viventi (l’uomo, pascolo di bovini, ovini, caprini) e anche ad opera di agenti quali il vento, l'acqua o il ghiaccio o per effetto di movimenti naturali. Quest’ultimi agenti trovando un suolo o una roccia priva di alberi, cespugli, o un territorio scosceso rispetto al passato, quando si provvedeva a curare il territorio con i terrazzamenti agricoli o con la silvicoltura, completano l’erosione del suolo con le relative drammatiche conseguenze di smottamenti, frane e alluvioni.
L’abbandono delle colline e delle montagne da parte di coloro che ne curavano il territorio e l’avvio a tipi di interventi disomogenei come la deforestazione indiscriminata e selvaggia, il mancato taglio dell’erba dei pascoli e la mancata raccolta delle foglie nei boschi; nello stesso tempo il proliferare di attività di tipo diverso dalla silvicoltura, ha comportato un’eccessiva urbanizzazione delle valli con relativa massiccia opera di cementificazione talvolta anche in aree a rischio dissesto idrogeologico (colline sopra la fraz. di Canalone – Salerno, Alluvione del 1954)
L’abbandono delle colline e delle montagne da parte di coloro che ne curavano il territorio e l’avvio a tipi di interventi disomogenei come la deforestazione indiscriminata e selvaggia, il mancato taglio dell’erba dei pascoli e la mancata raccolta delle foglie nei boschi; nello stesso tempo il proliferare di attività di tipo diverso dalla silvicoltura, ha comportato un’eccessiva urbanizzazione delle valli con relativa massiccia opera di cementificazione talvolta anche in aree a rischio dissesto idrogeologico (colline sopra la fraz. di Canalone – Salerno, Alluvione del 1954)
“Tra le grandi alluvioni d'Italia, quella di Salerno del 25-26 ottobre 1954 fu tra le più gravi in termini di perdite umane. La catastrofe fu causata da precipitazioni di portata eccezionale, il cui impatto fu talora aggravato nelle aree interessate da disboscamenti dissennati, che favorirono alcuni movimenti franosi estesi e distruttivi.
(www.meteogiornale.it)
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Il sistema di terrazzamenti creato dai contadini di un tempo è scomparso negli appezzamenti di terreno che non sono stati recintati per proteggersi dal pascolo di animali. Lo stato del suolo nei boschi è anch’esso gravemente compromesso. Il Pascolo nei terreni altrui, se non autorizzato è considerato “abusivo” ed è perseguibile a norma di legge.
(www.giurcost.org)
L’incapacità del bosco di rigenerarsi e di ricrescere per via del pascolo provoca lo smantellamento del rilievo terrestre, fino a livellarne le quote.
Poi arriva madre natura con le sue piogge stagionali che talvolta possono essere anche abbondanti. Le chiome degli alberi con funzioni anche da ombrello non ritardano più l’impatto dell’acqua o l’assorbimento della stessa per via delle radici. Viene meno così il naturale ruscellamento dell’acqua piovana.
Di conseguenza possiamo assistere ad una notevole diminuzione del tempo di scorrimento della acqua piovana verso i naturali corsi d’acqua. Questo dannoso e pericoloso fenomeno crea altri corsi d’acqua che trascinano con se il suolo già ferito dal pascolo e dalla deforestazione selvaggia, destabilizzando tutto il manto terrestre.
Il terreno, non più ancorato dalle radici degli alberi, tende a scivolare sui pendii provocando frane e smottamenti, che a volte vanno ad ostruire l’alveo del corso d’acqua principale con conseguenti fuoruscite incontrollate delle acque in piena.
L'erosione si configura, dunque, come un fenomeno esogeno, antagonista rispetto alle forze costruttive di natura endogena.
Parte 1 di 2 (EROSIONE)
(www.giurcost.org)
L’incapacità del bosco di rigenerarsi e di ricrescere per via del pascolo provoca lo smantellamento del rilievo terrestre, fino a livellarne le quote.
Poi arriva madre natura con le sue piogge stagionali che talvolta possono essere anche abbondanti. Le chiome degli alberi con funzioni anche da ombrello non ritardano più l’impatto dell’acqua o l’assorbimento della stessa per via delle radici. Viene meno così il naturale ruscellamento dell’acqua piovana.
Di conseguenza possiamo assistere ad una notevole diminuzione del tempo di scorrimento della acqua piovana verso i naturali corsi d’acqua. Questo dannoso e pericoloso fenomeno crea altri corsi d’acqua che trascinano con se il suolo già ferito dal pascolo e dalla deforestazione selvaggia, destabilizzando tutto il manto terrestre.
Il terreno, non più ancorato dalle radici degli alberi, tende a scivolare sui pendii provocando frane e smottamenti, che a volte vanno ad ostruire l’alveo del corso d’acqua principale con conseguenti fuoruscite incontrollate delle acque in piena.
L'erosione si configura, dunque, come un fenomeno esogeno, antagonista rispetto alle forze costruttive di natura endogena.
Parte 1 di 2 (EROSIONE)

